Prof. Camillo Nucci

School of Planning (La Sapienza - Università di Roma)

Camillo Nucci è nato a Roma nel 1933, si è laureato nel ’59 a Valle Giulia ed iscritto all’ordine nello stesso anno. Ricerca e progetto caratterizzano la sua attività, nell’integrazione tra impegno universitario e sperimentazione progettuale sui temi della città e del territorio, orientate da una speranza riformista. Architettura ed urbanistica concorrono alla conformazione dello spazio nella pratica adottata per il progetto di area vasta e per il disegno urbano.

L’attività universitaria
Assistente volontario presso l’Istituto di Urbanistica della Facoltà di Architettura di Roma diretto da Plinio Marconi, poi da Luigi Piccinato, nel ’68 consegue la libera docenza in Urbanistica e il ruolo di assistente ordinario.
Dal 1971-’76 è professore incaricato di Geografia Urbana, quindi di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Palermo. Dal ’76 al ’79 è professore straordinario di Progettazione Urbanistica IV presso il Corso di laurea in Urbanistica dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, chiamato dal direttore Giovanni Astengo.
Richiamato a Roma nell’80, diviene direttore dell’Istituto di Urbanistica della Facoltà di Architettura (’80- ’81) e promuove con i colleghi l’istituzione del Dipartimento di Pianificazione territoriale ed urbanistica e del Dottorato in Pianificazione Urbanistica.
Professore ordinario di Urbanistica (1980-’94) e di Progettazione urbanistica(’94-’08) presso il Corso di laurea UE della Facoltà di Architettura di Roma L.Quaroni, fonda e dirige (’91-’94) la Scuola di Specializzazione postlaurea in Pianificazione Urbanistica della Sapienza diplomando oltre cento specialisti che operano nelle amministrazioni italiane.
Responsabile di ricerche nazionali e di ateneo e di numerose pubblicazioni sui temi del ragionamento di piano, della costruzione metropolitana, delle morfologie insediative di area vasta e del consumo di suolo, sul progetto urbano e sulla formazione degli urbanisti, è membro di associazioni scientifiche, dei direttivi dell’INU e dell’Association of European Schools of Planning.

L’attività di progettazione
Negli anni ’60, dopo la laurea, collabora a Roma con lo studio E.Lenti-I.Guidi-G.Sterbini in progettazioni di grande impegno, quali: il Concorso nazionale e l’incarico per il Restauro ed ammodernamento del Teatro Argentina in Roma; il progetto urbanistico del quartiere Gescal S.Filippo a Messina; il progetto urbanistico dell’Autoporto Roma Nord, in località Bufalotta, all’incrocio dell’Autostrada del Sole con il GRA, a cui seguirà negli anni ’70 il progetto dell’Autoporto Roma-Sud presso l’Autostrada Roma Fiumicino.
Nel contempo, con giovani colleghi, partecipa con successo ai concorsi nazionali per il Quartiere Ceep per le Barene di S. Giuliano a Mestre, per il PRG di Termoli (1° premio ex aequo) per il PRG di Roseto degli Abruzzi (1° premio ed incarico).
Sviluppa inoltre, in quegli anni, l’interesse per la progettazione di complessi residenziali pubblici in tessuti urbani, con il PdZ 167 di Pietralata a Roma (gruppo A.Bruschi), con l’intervento ISES nel quartiere Beverara a Bologna (gruppo B.Rossi Doria) e con la realizzazione di edifici IACP nei quartieri S.Basilio a Roma e ad Ostia Lido; interesse che manterrà come campo di ricerca progettuale negli anni successivi.

Dal ’68 al ‘72 collabora con il Servizio Studi urbanistici del Ministero dei LLPP, diretto da M.Vittorini con E.Salzano ed altri, impegnato nel monitorare l’avvio della programmazione territoriale nazionale con il Progetto ’80 e con i programmi regionali dei CRPE.
All’inizio degli anni ’70, partecipa nelle sedi culturali dell’INU e dell’INARCH e con la rivista “Città e Società” al dibattito sull’attuazione del PRG di Roma, approvato nel ’65 ma di incerta operatività. Il dibattito darà luogo alla 2° Revisione generale del PRG (‘74) affidata al gruppo dei “5”(E.Borzi, M.D’Erme, P.M.Lugli, C.Nucci, M.Vittorini) che produrrà tra l’altro la revisione delle norme del piano, la maggiore tutela delle zone A e B e l’introduzione della sottozona H3 per la tutela dell’Agro romano.
Il tema dei grandi complessi di edilizia sociale, avviato a Roma in quegli anni con Corviale e Vigne Nuove, è sperimentato con il Quartiere Laurentino 38 (30.000 ab.), d’impostazione unitaria razionalista con unità edilizie ripetute, progettato con il gruppo Barucci.
Analogamente, lo sviluppo urbano di Sabaudia è affrontato con un progetto unitario planivolumetrico (14.600 ab.) di grande dimensione, in continuità di disegno con la forma urbana originaria.

Negli anni ’80, l’impegno progettuale si estende ai temi dell’area vasta e del paesaggio.
Nel Lazio, con l’elaborazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Valle del Tevere, uno dei 14 PTC promossi dalla Regione a copertura dell’intero territorio regionale, e con la predisposizione di un metodo unificato per la redazione degli stessi ed il coordinamento dei PTC dell’area romana.
La conoscenza ravvicinata del territorio regionale consente alla Regione (’85-’86), con l’avvento della legge Galasso, di predisporre attraverso gli stessi gruppi di lavoro 14 Piani Territoriali Paesistici che costituiranno, fino agli anni 2000, l’unico strumento di salvaguardia del territorio regionale. In questa operazione il gruppo Nucci progetta il PTP n°4 Valle del Tevere e propone il metodo di lavoro dei gruppi.
Nel Veneto elabora, con un gruppo di esperti, il Documento preliminare del Piano Territoriale di Coordinamento Regionale (’79-’80), redige secondo un modello di piano strutturale il PRG di Portogruaro (Ve) presentato alla 1a Rassegna Urbanistica Nazionale (RUN) dell’INU, ed è chiamato a predisporre il Piano Territoriale Provinciale della Provincia di Padova adottato nel ’99.
La forma sistemica del Piano è innovativa nei contenuti, per l’attenzione ai temi storico-ambientali ed alle morfologie insediative urbane e del diffuso territoriale caratterizzanti l’area vasta e nel procedimento di cooperazione tra enti locali previsto per l’attuazione.
Nel piano della Zona O di Castelverde-Osa-S.Eligio (Roma ’86-’88), con il gruppo Melograni, la strada, riprogettata come spazio pubblico d’aggregazione, diviene l’elemento unificante l’insediamento spontaneo di cui si rafforza l’immagine estensiva mantenendo l’impianto fondiario originario. L’attenzione a valorizzare i caratteri del contesto, si accentua con il PdZ 167 di Lunghezza, adiacente a Castelverde, caratterizzato dalle regole della viabilità di crinale e dei tessuti modulari mantenuti discontinui in corrispondenza di forre e canali verdi.
Il recupero e la valorizzazione del centro storico e dell’area archeologica monumentale di Palestrina è affrontato con la riorganizzazione della accessibilità del centro e con un gruppo di progetti di recupero e nuova funzionalità di nodi edilizi degradati e degli spazi pubblici più significativi. Analoga impostazione è utilizzata per il piano particolareggiato del centro storico di Frascati.

Negli anni ’90, la sperimentazione sul piano di area vasta si arricchisce con un maggiore approfondimento dei temi ambientali, nelle ricerche sull’identità e sulle regole della costruzione insediativa del territorio, e sui metodi della sostenibilità.
Nel Lazio, partecipa come consulente alla redazione del Piano regionale delle aree protette (’92) e del Piano di assetto (’94) dell’area protetta di Decima Malafede (Roma Natura, Crass) ed ai gruppi di lavoro per la redazione del Piano Paesistico della Valle dell’Aniene-Roma e del Quadro di Riferimento Territoriale Regionale (adottato nel ’98).
La redazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Rimini consente di verificare la forma piano già sperimentata a Padova sulle questioni del riordino insediativi-ambientale della conurbazione costiera e della ridistribuzione delle funzioni turistiche (parchi tematici) tra costa e centri collinari malatestiani.

Negli anni 2000, la ricerca progettuale, orientata alla ricostituzione dell’unità/identità della
morfologia urbana con l’adozione di schemi strutturali di impianto, prosegue nei progetti della Scuola di Specializzazione della Sapienza, nei PRG di comuni dell’area romana, Segni, Genazzano e Artena, e con la proposta per la riqualificazione di aree dismesse nel centro di Parma con lo strumento del progetto urbano integrato.
Dal 2003 al 2006 è impegnato, come progettista alla redazione del Piano Territoriale Provinciale Generale della Provincia di Frosinone. Il primo piano provinciale del Lazio in attuazione della L.R. 38/’99 , approvato nel 2007, darà luogo al trasferimento delle competenze urbanistiche dalla Regione alla Provincia. Il piano guida il passaggio dal modello insediativo storico policentrico, poi evoluto in un modello per direttrici vallive, ad un modello basato sullo sviluppo specializzato dei sistemi locali intercomunali.
Dal 2004 avvia, come progettista e coordinatore di un gruppo di esperti, l’elaborazione del Piano Territoriale Provinciale Generale della Provincia - area metropolitana di Roma. Vengono redatti su base sistemica il Rapporto Territorio di valutazione delle dinamiche in atto e di prospettiva del territorio metropolitano, quindi, attraverso un articolato percorso partecipativo, lo Schema di PTPG, adottato nel 2008 ed in fase di controdeduzioni. Il piano promuove il “funzionamento metropolitano” del territorio provinciale attraverso cinque strategie: sviluppo più equilibrato per sistemi locali; sostenibilità generale attraverso la Rete ecologica ed i due Nastri verdi di Agro Romano tutelato interposti tra Roma e l’hinterland; riaggregazione delle morfologie insediative nella nuova dimensione metropolitana; modernizzazione dell’offerta di sedi per le funzioni metropolitane di eccellenza e per quelle produttive organizzate in Parchi di attività; accessibilità guidata privilegiando le relazioni unificanti l’area metropolitana con il trasporto pubblico.

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